Restyling ecclesiastico

La riduzione delle diocesi in Italia muove i primi passi.

Dalle recenti “non nomine” dei vescovi, comincia la tanto attesa riforma. Attualmente, sono 226 le Chiese locali in Italia.

“Esigenza pastorale attuale”, così Papa Francesco l’ha definita davanti ai vescovi italiani riuniti in assemblea a maggio dello scorso anno.

Il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha sollecitato sempre un anno fa il «cambiamento» con «misure intelligenti» che non vanno ridotte a una «matita per cancellare». Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, il vescovo Stefano Russo, lo ha etichettato come un «tema importante» lo scorso aprile al termine del Consiglio permanente. La riduzione delle 226 diocesi italiane (225 – compresa quella di Ostia storicamente unita a Roma – più l’Ordinariato militare) non è solo un argomento di studio o di discussione. Senza clamori e senza quelle tensioni raccontate da papa Francesco (che nel suo intervento all’ultima Assemblea generale della Cei aveva detto: «L’anno scorso stavamo per accorparne una, ma sono venuti quelli di là e dicevano: “È piccolina la diocesi… Padre, perché fa questo? L’università è andata via; hanno chiuso una scuola; adesso non c’è il sindaco, c’è un delegato; e adesso anche voi…”. E uno sente questo dolore e dice: “Che rimanga il vescovo, perché soffrono”»). Più che varare una piattaforma programmatica, che sa molto di strategia politica ma ha ben poco a che fare con uno spirito ecclesiale, si è iniziato a intervenire partendo da rinunce e nomine dei vescovi.

Nel 2017, sono stati eletti anche nuovi vescovi per le diocesi con meno di centomila fedeli.

Anche nel 2018, anno con poche provviste, è stato scelto l’ordinario di una Chiesa che non raggiunge le 60mila anime: Camerino-San Severino Marche nel mese di luglio.

Il 2019 invece si è aperto con una serie di provvedimenti per le “piccole” diocesi che segnano una svolta.

La via privilegiata che è stata imboccata appare quella dell’accorpamento, come del resto aveva suggerito anche papa Bergoglio. Le oltre 200 Chiese particolari presenti nello stivale “sono tante”, ha detto Bassetti. Forse troppe se si prende come riferimento il resto del mondo.

Nel 2016 la Congregazione per i vescovi aveva chiesto alle Conferenze episcopali regionali di inviare un parere sul progetto di riordino delle diocesi alla Segreteria generale della Cei.

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