Teacher pride day

Sfida lanciata dai colleghi di tutta Italia a sostegno della professoressa di Palermo Rosa Maria Dell’Aria sospesa per 15 giorni per omesso controllo su una ricerca dei suoi studenti in cui si tracciava un parallelo fra le leggi razziali del 1938 e il decreto sicurezza del 2018.

Iniziativa lanciata dai docenti del Liceo Anco Marzio di Ostia.

E così è stato a seguirsi lungo tutto lo Stivale. L’hashtag “Io non sorveglio, sveglio” ha dato voce alla rabbia del mondo della scuola.

Un mondo che si sente continuamente sotto attacco, sfiduciata, messa all’indice. Tutti i maestri e gli educatori i generale si sentono coinvolti, perché il caso di Palermo “mette a rischio per ciascun cittadino e insegnante il rispetto dei diritti costituzionalmente sanciti” scrivono i docenti dell’agrario Serpieri e del liceo Fermi di Bologna e condividono in tanti.

Simonetta Ginocchietti, professoressa di matematica all’Anco Marzio, tra le promotrici del Teacher Pride, spiega: “Ci sono state tante adesioni. Noi dalle 11, a cavallo della ricreazione, abbiamo letto nel cortile della scuola gli articoli 21 e 33 della Costituzione ma anche uno stralcio dell’articolo 3 e della dichiarazione universale dei diritti umani. La nostra dirigente ci ha appoggiati. Vediamo la libertà di opinione e manifestazione dell’opinione minacciata”.

Anche il liceo artistico Caravaggio di Milano ha aderito. “Stavo spiegando Aristotele alla mia terza – racconta Federico Ferri – alle 11 in punto mi sono ammutolito, mi sono alzato, ho letto gli articoli e poi ho spiegato cosa stavo facendo e perché riprendendo con loro il fatto di cronaca. Era importante secondo me che fosse un docente a spiegarglielo. La sensazione che ho provato è stata quella di fare qualcosa, forse non sufficiente, ma comunque qualcosa. Credo ci vorrebbe uno sciopero Confederale per reagire a tutto quello che sta accadendo, il provvedimento è stato un gesto intimidatorio”.

Martina Antoci dell’istituto comprensivo Munari racconta la sua lezione agli studenti con letture anche da Calamandrei e Gramsci: “Erano tutti dell’idea che l’insegnante di Palermo avesse fatto benissimo il suo dovere perchè i suoi alunni hanno capito come usare la storia come strumento di analisi del presente. Una cosa che è successa anche a noi, in verità quando abbiamo studiato la Shoah; in quell’occasione abbiamo riflettuto sulla storia di Liliana Segre e i ragazzi a un certo punto, facendo un parallelismo spontaneo, mi hanno detto: ma prof è proprio quello che sta succedendo ai migrantì. All’epoca c’era ancora una nave bloccata in porto”.

I ragazzi dell’associazione Acmos a Torino, inoltre, hanno manifestato con maschere e cartelli negli istituti Boselli e Peano.

Aderiscono l’Anpi di Roma, tanti movimenti ed associazioni, i sindacati con gli insegnanti promuovono tra oggi e domani presidi davanti agli uffici scolastici e alle Prefetture per chiedere il ritiro del provvedimento. Venerdì 24 maggio è prevista una manifestazione davanti al Miur. I sindacati scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno organizzato nello stesso giorno un’assemblea e una fiaccolata a Palermo.

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