Confine italiano disumano ?

Sea-Watch è un’organizzazione umanitaria senza scopo di lucro che svolge attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale con il supporto della società civile europea.

Nasce alla fine del 2014 grazie all’iniziativa di alcuni volontari.

Sea Watch adesso mette nel mirino l’Italia. Dopo la sentenza del Tar che di fatto ha respinto il ricorso contro il divieto di ingresso nelle acque terriotriali italiane disposto dal Viminale, di fatto l’ong con un duro comunicato attacca il governo: “Sono trascorsi 8 giorni dal soccorso, la Sea Watch si trova ancora in acque internazionali dove il nuovo decreto legge impedisce l’ingresso nelle acque italiane e al comandante di esercitare il diritto sacrosanto di entrare in un porto per uno stato di necessità determinato da una situazione di emergenza sanitaria a bordo”, spiega l’ong tedesca.

“È automatico che la presenza di naufraghi a bordo presenta tutti i caratteri dell’emergenza e normalmente darebbe tutti il diritto a un comandante di entrare in porto e essere assistito. Il comandante sta assumendo un atteggiamento cauto di resistenza, e tuttavia è sempre più forte l’insofferenza sua, dell’equipaggio e delle persone a bordo. La nave si muove si muove di continuo, la permanenza è debilitante”.

“Ci sono storie di violenza condivise con il nostro equipaggio, detenuti per mesi anche un dodicenne, una persona ha visto uccidere un familiare sotto i suoi occhi in detenzione, un altro è stato costretto a seppellire i corpi per rendere la prigione presentabile in attesa di visite esterne. Sono storie di orrore sufficienti non riportare queste persone in Libia come ci viene indicato a seguito di questa indicazione con disumana, cinica e illegale, sarebbe reato di respingimento collettivo perchè la Libia non Paese sicuro perchè in guerra, non abbiamo ricevuto altre indicazioni dalle autorità europee”.

“Intrappolati tra responsabilità del comandante sulla vita di questa persone e l’attacco e la criminalizzazione che ci aspetterebbe se varcassimo questa linea immaginaria, tra umanità e disumanità. Questo è diventato il confine italiano”.

Queste le dure parole contro l’Italia e le istituzioni europee

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