L’italia in cammino: riscoprire la natura in modo naturale

Inquinamento eccessivo? Pigrizia sconfortante?

Nessun problema, l’italia sta diventando un paese di camminatori !

Quello dei cammini è uno dei modi più popolari per vivere a pieno una destinazione. Permette ai turisti di interagire meglio con la popolazione locale, la natura e la cultura. Soddisfa anche la crescente domanda di attività all’aria aperta.

Nel 2018 ben 32.338 persone hanno percorso a piedi circa 6.600 chilometri di itinerari naturalistici, culturali, religiosi, che attraversano la penisola. Secondo i dati elaborati da Terre di Mezzo, nel giro di tre anni, le presenze su Via Francigena, Via di San Francesco, Cammino di San Benedetto, Via degli Dei, Cammini Francigeni in Sicilia e Via Romeo Germanica, sono quasi raddoppiate.

Grazie alla migliorata qualità dell’accoglienza, per la prima volta, la nostra penisola è stata preferita a quella iberica, in modo unanime sia dai pellegrini italiani che dagli amanti del walking. Tanto che la Via Francigena italiana è stata selezionata come una delle migliori pratiche dil Walking Tourism al mondo, secondo l’ultimo rapporto del World Tourism Organization (UNWTO).

C’è chi si mette in cammino per motivi religiosi, ma è la minoranza, il 25%, secondo il report di Terre di Mezzo. La maggior parte lo fa per trekking, (52%), per stare nella natura (50%) o per scoprire il territorio (46%).

Ma camminare fa bene, anche all’economia !

Infatti, nel Bel Paese il 45% dei novelli viandanti spende in media dai 30 ai 50 euro al giorno, pernottando in B&B, strutture religiose, agriturismi e alberghi.

Secondo Paolo Piacentini, esperto dei Cammini per il Ministro Franceschini e uno dei massimi esperti in Italia del settore, il trend dei cammini è in costante crescita ed è facile prevedere che arriveremo ad almeno 40 mila presenze nel 2019.

La pessima notizia però arriva dal governo

Il sito nazionale lanciato dall’ex ministro Dario Franceschini, è in stand-by come il Piano strategico di Sviluppo del Turismo 2017-2022 e i 60 milioni già deliberati dal CIPE.

Tali fondi, che sarebbero dovuti essere spesi per apportare migliorie alle principali vie turistiche e di pellegrinaggio, tra cui la Via Francigena, i Cammini di Francesco e la Via Appia, sembrerebbero essere smarriti o perlomeno, momentaneamente sospesi.

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