Nazionale Azzurra…che spettacolo!!

Quello che si è appena concluso è stato un fine settimana da brividi per lo sport in acqua della nazionale azzurra.

Un trionfo!

La migliore spedizione di sempre, per medaglie conquistate, per finali ottenute, per risultati cronometrici e piazzamenti. Un tesoro di cui lo sport Italiano deve andare orgoglioso perché frutto di una crescita costante, generalizzata e non di exploit di pochi atleti ma di risultati dell’intero movimento, con tante luci e poche ombre che andranno analizzate e sulle quali si dovrà lavorare per un futuro ancora più radioso.

Per quantità e qualità di medaglie conquistate, questa è stata la migliore edizione di sempre dei Mondiali per l’Italia ma a dare l’idea di cosa sia diventata la squadra azzurra ci sono anche i 23 posti finale conquistati (sette in più rispetto alla migliore edizione di sempre fino a dieci giorni fa, Melbourne 2007), ci sono i piazzamenti, tanti, ai piedi del podio di nuovi protagonisti del panorama nazionale, c’è una Simona Quadarella che, a 20 anni, entra di diritto nell’elite mondiale del mezzofondo, c’è un panorama di raniste da podio iridato, c’è un movimento floridissimo di mezzofondisti al maschile, composto non solo dai Gemelli Diversi Detti e Paltrinieri, destinati a divertirsi e a divertire ancora per tanti anni, ma anche da una splendido gruppo di specialisti dei 200 che ha fatto sognare, da Di Tullio e Acerenza che alla corte di Stefano Morini sono cresciuti esponenzialmente fino a toccare vertici mondiali insperati, ci sono due farfalliste coi fiocchi e due ranisti da finale, oltre ad un giovanissimo come Burdisso che è già nell’elite dei 200 a 18 anni.

Insomma, quasi tutte le caselle sono coperte e su quelle vuote (velocità femminile e misti in particolare) o giù di lì andrà fatto qualche ragionamento perché l’Italnuoto, con questi risultati, ha dimostrato di aver creato un modello, migliorabile certo, ma che sta dando frutti insperati, dato che era emerso già un anno fa a Glasgow. I campioni arrivano da ogni angolo dell’Italia e coordinare atleti che si allenano a Torino e a Taranto contemporaneamente non deve essere affatto facile. C’è voluto tempo per capire come agire, quali interventi servivano e quali non servivano da parte dello staff della Nazionale azzurra capitanato da Cesare Butini, quali erano i criteri giusti di selezione ma oggi si può dire che il progetto Italia sta dando i frutti sperati.
A dare un’idea di cosa possa significare programmazione basta prendere l’esempio della 4×200 stile libero: quattro anni fa l’Italia era ai margini del mondo di questa che è una specialità tradizionalmente favorevole ai colori azzurri. Si è progettato, costruito, si sono scelti atleti e tecnici giusti per far crescere un gruppo, ci sono stati interscambi, interventi tecnici e alla fine è nata una squadra da corsa che se la gioca alla pari con i più forti.

Non da meno il Settebello allenato da Alessandro Campagna vince la medaglia d’oro al Mondiale battendo la Spagna 10 a 5 in finale. Per la nazionale italiana è il quarto titolo iridato, otto anni dopo l’ultimo, conquistato a Shanghai. Dai parziali (2-2, 5-3, 8-4) emerge la superiorità dimostrata del gruppo azzurro. La vittoria è stata festeggiata da tutto lo staff, compreso il ct, con un tuffo nella piscina insieme con la squadra neocampione.

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