L’italia nell’acqua

La pioggia non dà tregua, allerta rossa per il maltempo

È l’Italia centrale a subire i peggiori colpi del maltempo, con intere città come Pisa e Firenze a lungo con il fiato sospeso per la piena dell’Arno. Sono i fiumi quelli che fanno più paura, e molti sono esondati con gravi danni soprattutto in Emilia e appunto in Toscana. Danni gravi anche sulla costa napoletana, con l’acqua che ha travolto rive e barche. Il sindaco reggente di Cascina (Pisa) ha ordinato «lo sgombero di edifici presenti all’interno della golena d’Arno». Il sindaco di Pisa ha invitato i cittadini a restare in casa. Gli studenti della Normale di Pisa in via precauzionale hanno messo in salvo i libri. A Pisa per motivi di sicurezza è stata disposta, la chiusura al traffico veicolare e anche pedonale dei ponti cittadini sull’Arno. Nel Senese una famiglia è stata salvata con l’elicottero. In Emilia Romagna la situazione è altrettanto tesa, e migliaia di persone nel modenese sono rimaste senza energia elettrica e gas. Anche qui comunque il peggio sembra essere passato, almeno per ora. Anche le coste dell’Abruzzo sono state spazzate da pesanti bufere. Il Lazio è stato colpito da nord a sud e a Roma ci sono stati centinaia di interventi, anche per alberi caduti.
Le copiose nevicate hanno messo in ginocchio l’Alto Adige. Neve che in alcune zone ha sfiorato i due metri, valanghe che hanno colpito il paese di Martello, persone evacuate, autostrada e ferrovia del Brennero interrotte e poi riaperte, valli isolate, oltre sessanta tra strade e passi di montagna chiusi, sono il bilancio di un’altra giornata difficile che ha visto impegnati duemila del fuoco.

Intanto a Venezia le attività scolastiche, sospese a causa dell’ondata di maltempo e dei ripetuti picchi di marea, oggi potranno riprendere regolarmente negli istituti di ogni ordine e grado del centro storico, delle isole, del Lido di Pellestrina. Erano State chiuse dopo il picco martedì notte quando l’acqua alta ha allagato Venezia arrivando al livello massimo di 187 centimetri, il secondo più alto dopo quello del 1966. Il peggio forse è passato, anche se l’emergenza non è del tutto scomparsa, e i gravissimi danni pesano come un’ipoteca sulla città lagunare.
Dopo una settimana di passione per l’alta marea che ha allagato calli, chiese, abitazioni e alberghi, a Venezia è tregua, relativa e temporanea, ma comunque tregua. Tanto basta per respirare ottimismo, con piazza San Marco che riapre per la gioia dei veneziani e dei turisti che per ore erano stati tenuti alla larga per motivi di sicurezza.

Le saracinesche dei negozi si rialzano e le vetrine tornano a colorarsi con i vetri di Murano e le tipiche maschere.

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