Cannabis: a rischio un giro d’affari da 40 milioni

Nel giro di cinque anni, in Italia, i terreni di canapa sono aumentati di dieci volte.

Dopo il Mes, la norma sulla cannabis light ha segnato uno dei passaggi più “sanguinosi” della manovra. Da una parte il centrodestra con la Lega che denunciava la «droga di Stato», per citare Matteo Salvini, dall’altra invece chi, come il senatore M5s Matteo Mantero, fra i promotori del provvedimento, esortava i senatori a pensare agli agricoltori, alle 3mila aziende e alle circa 12mila persone che coltivano la canapa in Italia.

Alla fine ha avuto la meglio il centrodestra: la presidente del Senato Elisabetta Casellati ha dichiarato inammissibile la norma per la legalizzazione perché ritenuta non inerente alla materia del bilancio. Una valutazione dal carattere tecnico, ma dal sapore politico per alcuni, che ha rimandato di fatto – a data ancora da definirsi – la discussione e l’eventuale approvazione o bocciatura della norma.

Per la coltivazione e la vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) si stima un giro d’affari potenziale stimato in oltre 40 milioni di euro con un rilevante impatto occupazionale per effetto del coinvolgimento di centinaia di aziende agricole. Sono le stime della Coldiretti in un rapporto che illustra l’industria della cannabis.

La cannabis light è commercializzabile in Italia, ma allo stato ci sono diverse limitazioni, intervenute con la sentenza della Corte di Cassazione che a maggio scorso ha vietato la vendita di olio, resina e inflorescenze derivanti dalla canapa. Ciò che resta regolari sono gli «alimenti e cosmetici, semilavorati quali fibra», ma anche «carburanti per uso industriale».

Secondo la Coldiretti si tratta di un settore che nasconde un forte business. Risultano centinaia di aziende agricole che hanno investito nella cannabis. Inoltre risulta che i terreni coltivati a canapa in Italia nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018, nelle campagne dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna.

La coltivazione della cannabis in Italia riguarda soprattutto esperienze innovative, con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, dai cosmetici all’alimentare. Tante sono infatti le varianti della canapa nel piatto, dai biscotti e dai taralli al pane di canapa, dalla farina di canapa all’olio, ma c’è anche chi usa la canapa per produrre ricotta, tofu e una gustosa bevanda vegana, oltre che la birra.

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